Novità e informazioni post CdA sulle tasse universitarie

In un unico articolo, raccontiamo tutte le novità emerse dal Consiglio di Amministrazione di ieri, nel quale è stata discussa la tematica delle tasse universitarie per le due rate rimanenti (15/16) e la tassa di iscrizione (2016/17). Riportiamo qui tutte le novità, gli scenari che si prefigurano adesso e cerchiamo anche di smentire, con chiarezza e onestà, anche un pò di dicerie errate che si sono diffuse tra i nostri colleghi in questi giorni difficili.

COSA E’ STATO DECISO IN CDA?

Il CdA ieri ha deliberato di:

– spostare al 20 OTTOBREil termine ultimo per il pagamento della II rata 2015/2016, azzerando anche gli oneri di mora per il mese successivo;
– spostare al 21 NOVEMBRE il termine ultimo per il pagamento del 50% della III rata 2015/16, nonchè al 28 FEBBRAIO il termine ultimo per il pagamento del restante 50% della cifra dovuta, anche in questo caso senza oneri di mora. Saranno generati due distinti MAV con diversa scadenza di pagamento e resta possibile pagarli entrambi prima delle scadenze fissate. I MAV saranno disponibili non prima della prima settimana di Ottobre;
– spostare al 20 DICEMBRE il termine ultimo per il pagamento della I rata 2016/2017, i cui MAV vengono automaticamente generati al momento dell’iscrizione;
– prorogare al 20 OTTOBRE il termine ultimo per la presentazione dell’ISEE, per chi non lo avesse ancora presentato, al fine di richiedere ricalcolo degli importi dovuti. Ricordo che l’ISEE va richiesto presso un CAF, con particolare richiesta dell’ISEE per le PRESTAZIONI UNIVERSITARIE, con una tempistica media di ricezione del dato di non meno di 10 giorni lavorativi. Richiedi dunque per tempo il tuo ISEE, che tra l’altro sarà valido anche per l’A.A. 2016/17;
– accogliere istanze di ricalcolo degli importi dovuti, nonchè laddove presenti eventuali richieste di esonero dal pagamento per comprovate ragioni (da documentarsi all’interno dell’istanza);
– accettare le dichiarazioni già pervenute con ISEE CORRENTE (e non quindi per prestazioni universitarie), situazione che coinvolge circa 1500 Studenti i quali altrimenti, in assenza di questo provvedimento, avrebbero dovuto pagare il massimo della contribuzione per reddito;
– accantonare una somma di 200.000 euro da destinarsi a parziale ristoro del bilancio per eventuali esoneri di cui sopra, nonchè ulteriori 200.000 euro per incentivare il capitolo “SUSSIDI AGLI STUDENTI“: per chi si trova in situazione di necessità, invito dunque a presentare richiesta per un sussidio straordinario all’apposita commissione.
COME MAI UNA PROROGA COSI’ RISTRETTA NELLE TEMPISTICHE E NON UNA PIU’ LARGA?
Non dipende in maniera diretta dall’Università di Bari. Il CdA ha infatti ottenuto ampia illustrazione da parte del Rettore, il quale ha rappresentato i paletti ministeriali che richiedono il pagamento degli importi entro la fine dell’anno solare. Questo in ragione della necessità di regolare, in base al numero effettivo di iscritti (e per iscritti, si intende per il MIUR coloro che hanno effettuato tutti i pagamenti) e, soprattutto, in base alle cifre incassate, gli indicatori di rendimento delle Università, al fine di distribuire le risorse. In particolar modo, l’indicatore in questione è l’indicatore ISEF, ovvero l’Indicatore di Sostenibilità Economico – Finanziaria. Qualora fossero state estese le date di pagamento oltre l’anno solare 2016, l’Università sarebbe stata “declassata” con un indicatore ISEF più basso di quello necessario ad accedere alle assunzioni, ai bonus per FFO, ecc.

COME MAI ALLORA SI E’ SCELTO DI SUDDIVIDERE IN DUE PAGAMENTI LA TERZA RATA, E NON LE ALTRE?
Per una questione di gettito di cassa, in quanto la III rata è comunque quella più piccola economicamente e questa mossa creerà, in ogni caso, un disavanzo di 5 milioni di euro (circa) nelle casse dell’Ateneo, provocando comunque un abbassamento dell’ISEF per il prossimo anno. Tuttavia, il CdA ha scelto di proseguire su questa strada per dare un segnale alla comunità accademica. Non spetta a noi, in questo che è un articolo informativo e non di opinione, dire se questo sia il male minore, una vittoria o una sconfitta. A noi importa informare.

VA BENE, QUINDI AVREMO UN PO’ PIU’ DI TEMPO PER PAGARE. E L’ISEE?
L’ISEE si può ancora presentare e lo si potrà fare sino al 20 OTTOBRE: ricorda però che i CAF impiegano mediamente 10 giorni lavorativi a divulgare il dato, quindi muoviti per tempo. Ricorda che solo chi presenta l’ISEE può avere una diminuzione dell’importo massimo che gli è stato calcolato. Chiedere ora l’ISEE ha un doppio vantaggio: ottenendolo ora, sarà valido per la comunicazione sia per l’A.A. 2015/16, sia per il 2016/17, in cui il Regolamento Tasse cambierà ancora e saranno introdotte fasce molto più omogenee, nonché una importante diminuzione degli importi “massimi” e una diminuzione di 20 euro (poca roba, ma bisogna iniziare da qualche parte) per circa 6500 Studenti.

I MIEI MAV NON ERANO COMPARSI, CHE DEVO FARE?
Se il tuo MAV non era comparso, probabilmente è perchè avevi presentato l’ISEE CORRENTE e non quello per PRESTAZIONI UNIVERSITARIE. In tal caso, nella norma avresti dovuto pagare il massimo delle rate, in quanto l’ISEE CORRENTE NON E’ VALIDO ALL’INTERNO DELL’UNIVERSITA’. Il CdA ha però ieri acconsentito, con una misura che abbiamo segnalato anche all’A.Di.S.U., ad accettare l’ISEE corrente per chi lo avesse già consegnato, dunque no problem, non pagherai il massimo e a breve vedrai comparire il tuo MAV di seconda rata. Qualora non accadesse, rivolgiti alla tua segreteria per segnalarlo.

SONO IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE, POSSO FARE QUALCOSA?
Sì, puoi presentare una istanza motivata al Rettore con la quale chiedi un esonero parziale o totale dal pagamento delle tasse; ma questo lo hai sempre potuto fare, va ben precisato. Istanza motivata vuol dire assumersi la responsabilità di quello che si dichiara (l’Ateneo potrebbe richiedere alla Guardia di Finanza di effettuare verifica fiscale, qualora vi siano dichiarazioni mendaci questo è punibile a norma di legge), dunque attenzione: il Rettore ha assicurato che valuterà personalmente le istanze e attribuirà il giusto peso a ogni segnalazione che giungerà. Il CdA ha per l’appunto stanziato una cifra prudenziale di 200.000 euro per “coprire” eventualmente alcune mancate entrate proprio a seguito degli esoneri.

Puoi inoltre, qualora non sia una questione di esonero parziale, ma semplicemente di dato ISEE che è troppo diverso da quanto comparso sul MAV, chiedere un ricalcolo degli importi dovuti.

Puoi ancora presentare domanda per ricevere un SUSSIDIO STRAORDINARIO, ma anche questo lo hai sempre potuto fare: puoi presentare apposita domanda (clicca qui per saperne di più), presentando la tua situazione reddituale e accademica, al fine di ottenere dall’Università un sussidio allo studio. Va detto che ieri il CdA ha incrementato lo stanziamento dei sussidi per 200.000 euro aggiuntivi, al fine di poter rispondere a un numero crescente di richieste che raccomandiamo di presentare.

MA PER IL 2016/17, E’ VERO CHE I FUORICORSO PAGHERANNO 200 EURO IN PIU’ DEGLI ALTRI?
No, non è assolutamente vero. Gli Studenti con status di “Fuori Corso” pagheranno 50 euro in più rispetto agli Studenti in corso, e questo caso mai è il discorso di cui parlare. Ma è altrettanto giusto spiegare il perchè di questa decisione, che, come al solito, dipende dal Ministero. Con l’introduzione del COSTO STANDARD (leggi qui per tutte le info!), il MIUR ha di fatto imposto che gli Atenei vengano penalizzati, in termini di Fondo di Finanziamento Ordinario, per il numero di Fuori Corso iscritti presso ciascuna Università. Le Università hanno dunque reagito nel tempo, prima chiedendo (e ottenendo) una diminuzione della penalizzazione, poi introducendo, come fatto da Bari, una quota a carico dei fuoricorso, che comunque non ha mai visto concorde alcuna rappresentanza studentesca, per sopperire a questa mancanza. I Fuori Corso nell’Università di Bari. Per tutti i dati sugli iscritti all’Ateneo, vai qui.
Quel che accadrà dunque nel prossimo anno è che gli Studenti Fuoricorso, che ricordiamo hanno tempo fino a fine Aprile per pagare la propria iscrizione senza aggravio di mora (in quanto potenzialmente laureandi!), pagheranno sulla prima rata un acconto di 198 euro, che gli Studenti in corso non pagheranno. Questo non significa, a prescindere, pagare di più. Significa pagare prima. E siamo consci che questo potrebbe comunque non apparire la scelta più giusta, ma è bene ricordare che TUTTE LE RAPPRESENTANZE STUDENTESCHE, sia attraverso il Consiglio degli Studenti, sia attraverso il Senato Accademico, hanno espresso il loro parere favorevole al Regolamento Tasse 2016/17.
Va precisato che gli importi dovuti anche con l’aggravio dell’anticipo saranno nell’85% dei casi inferiori rispetto alla prima rata di questo e dei precedenti anni accademici.

MA ERA DAVVERO POSSIBILE DIMEZZARE GLI IMPORTI?
Ovviamente, e ci dispiace molto dirlo, no: questa era una richiesta materialmente impossibile da sostenere, in quanto l’Università emette un bilancio di previsione ogni anno, al quale deve attenersi viste le strette regole di controllo cui è sottoposta, ed eventuali scelte di questo tipo si configurano, a norma di legge, come danno erariale e sono percorribili dalla giustizia ordinaria. Chi chiedeva il dimezzamento degli importi lo ha fatto probabilmente per attirare su di sé sorrisi e consensi, senza però presentare una realtà possibile ai tanti colleghi che vi hanno creduto. Anche perchè va detto che vi sono oltre 10mila Studenti che hanno deliberatamente scelto di non dichiarare, e che dunque hanno ricevuto gli importi massimi delle tasse, cosa che è stata fatta notare non poco dai membri del Consiglio (non Studenti), venendo meno dunque a un proprio diritto. Ancora una volta, non commentiamo, riportiamo informazioni concrete cercando di aiutare nel buio chi cerca di capirci (per davvero) qualcosa.

Anche questo articolo è in continuo aggiornamento, come il precedente sulla tematica tasse. Cerchiamo di rispondere in questa maniera alle tantissime domande onde evitare di togliervi altro tempo nei commenti. Negli ultimi due anni, abbiamo preferito alle urla la carta e la parola, abbiamo portato avanti la nostra versione di “rivoluzione gentile” che non vuole cortei e sit – in, che comunque rispettiamo perchè nel pieno diritto di ognuno organizzarli e parteciparvi. Siamo stati a favore di qualsivoglia forma di dibattito e di differenza di idee, e proprio per questo rivendichiamo con forza quanto di buono (o di non buono, perchè si vive di oneri, soprattutto, e onori, qualche volta) abbiamo fatto nel tempo. Siamo sempre stati per il dialogo, per la via comune, e mai per l’integralismo tipico di chi pensa di sapere sempre la risposta giusta, e di potersi anche fare la domanda. Riteniamo che gli Studenti dell’Università di Bari non vadano difesi come cuccioli impauriti, ma sostenuti e compresi: ognuno qui ha la sua storia, ognuno ha le sue difficoltà, tutti abbiamo le nostre paure. Abbiamo scelto di non cavalcarle, mai, e di dare un senso alle Elezioni portando, più di chiunque altro ma senza mai urlare, un numero esorbitante di proposte per migliorare l’Università di tutti. E per sempre lo faremo!

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