Tasse, tutta la chiarezza che manca

Abbiamo pensato di scrivere un articolo sul nostro sito per divulgare tutte le info, tutte le certezze, tutte le verità che andrebbero dette, spiegate, ridette e rispiegate, non perchè non si possano capire, ma perchè spesso sono troppo cavillose, troppo legate a cose di cui per natura noi Studenti parliamo troppo poco. Vogliamo fare poco umorismo e pochi proclami perchè non sono mai stati in questo biennio nel nostro stile, contrariamente a chi ha trascorso troppo tempo a sparare a zero sui social ma poi non ha messo a frutto le opportunità offerte dal voto alle Elezioni del 2014.

Chiariamoci: l’intento di questo articolo non è prendere le parti di qualcuno, tutt’altro. E’ fare chiarezza sui tanti, tantissimi e legittimissimi dubbi che sono venuti a tanti colleghi Studenti, con i mezzi che abbiamo a disposizione. E’ dire le cose come stanno senza rimangiarci nulla e senza nascondere nulla, anche perchè non capiamo a cosa servirebbe mai.

Addentriamoci dunque, punto per punto, domanda per domanda, nel mondo dei MAV e delle tasse per i due anni accademici che ci troviamo ora a dover pagare.

QUESTO ARTICOLO E’ IN COSTANTE AGGIORNAMENTO, INSERIREMO DOMANDE E RISPOSTE NUOVE MANO A MANO CHE VENGONO RICHIESTE.

ENTRO QUANDO DEVO PAGARE QUESTE TASSE?

Una risposta certa non possiamo darla, in quanto dopo nostra sollecitazione, e il nostro incontro di stamane (a cui, a cose già decise, si è aggiunta alle 9.59 la CdA dell’altra lista), l’Ateneo pare intenzionato a concedere una proroga. I termini previsti di base sono:

  • 30 Settembre per la II rata
  • 31 Ottobre per la III
  • 15 Dicembre per la prima rata del 16/17

L’Ateneo oggi ha divulgato una nota con cui condivide la necessità di prorogare questi termini, nella seguente maniera:

  • 31 OTTOBRE per la II rata
  • 20 DICEMBRE per la I del 16/17
  • data imprecisata per la III, che però sappiamo essere o il 31 DICEMBRE o il 28 FEBBRAIO 2017

PERCHE’ L’ATENEO PROPONE DI PROROGARE DI SOLI 5 GIORNI LA PRIMA RATA DEL 16/17?

Questo è dovuto a ragioni ministeriali: il MIUR infatti, ogni 31 Dicembre ricostruisce, sulla base di quanto comunicato dalle Università, le sue banche dati degli iscritti, che non sono delle semplici anagrafi. Servono infatti a ricreare, di anno in anno, i coefficienti che consentono al Ministero di distribuire le risorse ai singoli Atenei sulla base del numero degli iscritti (impattano, in termine specifico, sull’indicatore ISEF, che poi rientra nel calcolo del FFO, ovvero Fondo di Finanziamento Ordinario, in pratica i soldi con cui funzionano le Università). Dunque, se si prorogasse dopo il 31 Dicembre, il MIUR non avrebbe le banche dati per l’Università e quindi non darebbe più soldi in proporzione, il che graverebbe ovviamente sulla comunità accademica.

La proroga è dunque di pochi giorni per consentire alle famiglie di riscuotere la tredicesima mensilità, distribuita mediamente tra il 17 e il 19 di Dicembre, e “alleggerire” l’impatto sulle tasche.

COME E’ POSSIBILE RINVIARE AL 2017 UNA RATA DEL 2016? E QUANDO SAPREMO SE SARA’ DEFINITIVO?

E’ possibile tramite un artificio economico, niente di meno e niente di più. L’Ateneo considererà comunque quelle entrate come tasse dell’anno 2016. Notizie certe si avranno il giorno 20, quando alle 15.30 avrà inizio il Consiglio di Amministrazione.

MA PERCHE’ QUESTE CIFRE ASSURDE?

Le cifre alte, con i circa 1200 euro massimi richiesti, sono un effetto di tre fattori, che spieghiamo brevemente:

  • anni fa, il nostro Ateneo a causa di un importante disavanzo di amministrazione ha dovuto varare un PIANO DI RIENTRO E DI RILANCIO (clicca qui per consultarlo) che ha toccato per un biennio e mezzo tutte le parti dell’Università, dai Docenti, ai Ricercatori, al Personale e, sfortunatamente, anche gli Studenti. In particolar modo, solo ed esclusivamente per il 2015/16, tale Piano prevedeva un incremento di 50 euro fissi per gli Studenti fuori – corso (più in là spieghiamo le motivazioni), nonché un incremento fisso di 50 euro per chiunque avesse un ISSEU (c’era ancora l’ISEEU) superiore a 40mila.
  • Il Piano di Rientro prevedeva però anche l’innalzamento delle fasce di reddito, che da 5 sono passate a 15, con l’incremento dell’ISEEU (poi divenuto ISEE) massimo fino a 399mila. Cosa significa questo? Significa che la fascia massima non era più di 43729, bensì di 399mila, e che questa fascia comportava un incremento fino a 403,71 euro rispetto alle rate del passato. Ovviamente va detto che CHI SCEGLIE DI NON DICHIARARE IL PROPRIO ISEE viene PER LEGGE inserito automaticamente nella fascia di reddito massima, che proprio per il 15/16 prevedeva anche la maggiorazione dei 403,71 + 50 euro fissi + altri 50 se si era Fuori Corso. Ecco spiegato il perchè dell’incremento (in gran parte, ma proseguiamo). Ribadiamo che, concludendosi nel 2016 il Piano, non vi saranno più incrementi di questo tipo, anzi.

    Va inoltre ricercata la motivazione nell’ISEE. Ma cos’è, questo ISEE, che definiamo usando la definizione del Sole 24Ore: L’ISEE è l’Indicatore della situazione economica equivalente, è lo strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate. Viene calcolato con riferimento al nucleo familiare del richiedente e sulla base delle informazioni raccolte con il modello Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) e delle altre informazioni disponibili negli archivi dell’Inps e dell’agenzia delle Entrate.

L’ISEE ha determinato uno sconvolgimento e un deciso peggioramento nella valutazione (non reale, ma solo teorica) della ricchezza delle famiglie, facendo sembrare, in soldoni, tutti un pò più ricchi di quello che realmente siamo. Agli incrementi già citati dunque, si aggiunge dunque questo fatidico indicatore di cui in molti (pare quasi 20mila Studenti), nonostante i nostri inviti via mail e nelle aule, non si sono mai muniti, pensando di essere sempre “nella fascia massima”, senza ascoltare quando si diceva che le fasce, solo per il 15/16, erano cambiate all’in sù.

  • A queste cifre, e nel calcolo di queste cifre, va ovviamente considerato l’adeguamento ISTAT, ovvero un meccanismo di valutazione su base annua del costo della vita, che pur essendo in diminuzione per questi ultimi anni è comunque frutto di un complicato calcolo per il decennio precedente.

Tutto era comunque, e come sempre aggiungiamo, consultabile sul Regolamento Tasse e Contributi per il 2015/2016 (che puoi consultare qui).

E PERCHE’ QUESTO ASSURDO RITARDO NELLA PUBBLICAZIONE DEI MAV?

I MAV originariamente prevedevano le seguenti scadenze:

  • 30 APRILE per la II rata
  • 30 GIUGNO per la III rata

A causa di problemi di natura tecnica, la loro genesi è slittata di numerosi mesi: questi problemi sono ascrivibili a una errata comunicazione, o collaborazione che dir si voglia, tra tre enti, ovvero l’Università, l’INPS e il CINECA, che hanno rispettivamente e con responsabilità tripartite avuto problemi a mettere in rete l’applicativo, necessario per legge, affinché si potessero incrociare i dati ISEE comunicati dagli Studenti con quelli effettivamente presenti nelle banche dati dell’INPS. Insomma, bisognava verificare di non aver comunicato il falso quando si è scelto di dichiarare.

Questo ritardo ha prodotto proroghe su proroghe, che si sono protratte, prima dell’estate, sino alle scadenze attuali, nella speranza che tutto fosse pronto per il mese di Agosto. Speranza che, come sappiamo, è stata disattesa dai fatti.

PERCHE’ NON RATEIZZARE LE TASSE?

Attenzione: noi rateizziamo già le tasse, che si dovrebbero e potrebbero teoricamente pagare in un’unica soluzione. Quella della suddivisione in ulteriori pagamenti è una domanda che ci siamo posti anche noi già in commissione tasse, come documentato anche nelle nostre continue comunicazioni sui social di inizio 2016: tuttavia, onde evitare di inserire un nuovo MAV da generare, nuove scadenze ballerine, nuove more da pagare, l’Ateneo ha ritenuto di evitare, almeno per quest’anno, di dividere i pagamenti. In generale, in tutta Italia non sono presenti più di 3 rateizzazioni delle tasse universitarie.

PERCHE’ I LAUREATI E I LAUREANDI, NONCHE’ I RICHIEDENTI TRASFERIMENTO, DEVONO PAGARE COMUNQUE SENZA PROROGHE?

Perchè per legge un titolo universitario non è valido se non sono in regola tutti i pagamenti, dunque non ci si può laureare senza aver pagato tutti i MAV delle tre rate di quest’anno; per LAUREATI invece, non si intende coloro già in possesso di titolo, ma quei pochi che si sono laureati senza aver (erroneamente) pagato la III rata di quest’anno e quindi devono al più presto regolarizzare. Stesso discorso per chi si vuole trasferire: se vuoi farlo, sai per regolamento sia del nostro Ateneo, sia ministeriale e quindi di tutti gli altri, di dover avere le rate in regola

MA PERCHE’ CHIEDERE 50 EURO IN PIU’ AI FUORI CORSO?

Questo è uno dei provvedimenti più discussi di tutti, ma è ormai realtà da due anni: si chiede un contributo aggiuntivo in quanto, a dire dell’Ateneo, essendo per il calcolo del COSTO STANDARD i Fuori Corso un “peso”, in quanto penalizzano l’Università e quindi consentono di avere meno entrate, è necessario compensare queste minori entrate con una sovrattassa di 50 euro ciascuno che, comunque, è decisamente inferiore come somma totale rispetto a quello che viene defalcato all’Università. E’ opinabile a nostro avviso proprio il sistema costo standard fatto in questa maniera, che poi genera appunto decisioni di questo tipo.

I SOLDI CHE IO DO ALL’UNIVERSITA’ MI TORNANO IN SERVIZI?

Beh questa è una domanda che meriterebbe una discussione a prescindere da quando e come si pagano le tasse. Come rappresentanti, ci siamo battuti e abbiamo portato sul tavolo del nostro Ateneo numerosissimi elementi migliorativi nell’ultimo biennio: molti si sono fatti (Global Thesis, soldi da parte per le migliorie alle aule senza dover attendere decenni, nuovo regolamento tasse, premi di laurea, tirocini formativi, incremento borse dottorato, incremento tutorati, ecc.), altri sono in lavorazione (Badge, Brand, estensioni orarie portierato, Premio Moro, Linea UniBA, spazi in più per gli Studenti, ecc.) e molto ancora c’è da fare. Vorremmo parlare di un’Università che investe ancor di più rispetto a quanto riceve, e lavoriamo per questo. E ci rendiamo anche conto che spesso si parla proprio delle basi e non di progetti, ecc ecc: si parla delle basi didattiche, di opportunità di formazione aggiuntive rispetto alle lezioni, e questo è innegabile che manchi, almeno su larga scala come dovrebbe essere.

MA L’ANNO PROSSIMO LA SITUAZIONE SARA’ UGUALE O ADDIRITTURA PEGGIO?

No, sarà migliore. Il nuovo Regolamento Tasse e contributi, da noi fortemente voluto, rivede tutta una serie di assurdità che abbiamo anche ereditato dal passato, come la contribuzione massima per i laureati (che è vero, avranno una maggiorazione di 200 euro, ma rispetto a quanto dovrebbero col proprio ISEE, che potrebbe anche essere particolarmente basso, e in ogni caso ovviamente ci auguriamo di no), introduce agevolazioni importanti per le famiglie con più figli in Università, le studentesse madri, fino alle borse di studio di Ateneo, che a gran voce abbiamo invocato. In generale, introduce anche una razionalizzazione delle fasce (fino a 100mila di ISEE) e scaglioni lineari e limpidi, facendo risparmiare a 5mila Studenti rispetto a quanto versato negli anni passati, eliminando le maggiorazioni del 15/16 e gli assurdi scaglioni dello stesso. In generale, la tassa massima si abbasserà di circa 600 euro rispetto a quest’anno, abbassandosi dunque anche rispetto agli “incrementi” legati al Piano di Rientro.

Inoltre, il GRANT, introdotto proprio col Piano di Rientro al posto del rimborso tasse per gli Studenti meritevoli laureati, sarà esteso come da noi proposto a tutti i Corsi di Laurea e coprirà una cifra ben più cospicua del 50% delle tasse: questo significa, specie per chi si iscrive a una Magistrale, ma anche alle Scuole di Specializzazione di Area Medica e Veterinaria, sostanzialmente di non dover pagare le tasse del primo anno del corso di studi di II livello.

Potrai inoltre, come da noi proposto e per la prima volta in assoluto, utilizzare il simulatore tasse ufficiale dell’Università per sapere già da ora la tua contribuzione (se conosci il tuo ISEE aggiornato, ovviamente!). Clicca qui per consultarlo.

Puoi già consultare il Regolamento Tasse e Contributi per il 2016/2017 qui. 

MA SE VOGLIO ORA CALCOLARMI L’ISEE E PRESENTARLO, POSSO?

Sì, puoi eccome: abbiamo infatti preventivamente richiesto, mesi fa, che fosse consentito in via eccezionale di poter presentare l’ISEE fino al 30 Settembre (qualora la proroga andasse a buon fine, sarebbe fino al 31 Ottobre) per chiedere ricalcolo delle tasse.

E QUALE ISEE DEVO RICHIEDERE?

L’ISEE per le PRESTAZIONI UNIVERSITARIE è quello da richiedere. Ovviamente, essendo l’ISEE 2014 scaduto e non più calcolabile, il CAF potrà fornirti solo l’ISEE 2015, che comunque l’università accetta. Richiedi quanto prima il tuo ISEE.

MA QUANTO CI VUOLE PER AVERE L’ISEE? E COSA SERVE?

Servono almeno 10/12 giorni lavorativi per ottenere l’ISEE da un CAF, che sia convenzionato o meno con l’Università. Per richiederlo occorrono, principalmente:

  • codice fiscale;
  • documento d’identità valido;
  • ultima dichiarazione dei redditi (modello UNICO o modello 730);
  • certificazione dei redditi (Certificazione Unica, ex CUD);
  • saldo contabile dei depositi bancari e postali;
  • estratti conto con giacenza media annuale dei depositi bancari e postali;
  • azioni o quote detenute presso società od organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • dati patrimonio immobiliare così come risultanti da visura catastale;
  • contratto di assicurazione sulla vita

UNA VOLTA AVUTO L’ISEE, COSA DEVO FARCI? MI CONVIENE?

Portarlo in segreteria nel tuo Dipartimento con l’istanza di revisione dei contributi dovuti, e chiedere ricalcolo. Certo che conviene: a prescindere non pagherai il massimo di seconda rata (un’ISEE di 399mila corrisponde a un patrimonio famigliare superiore ai 2 milioni di euro, all’incirca).

Speriamo di essere stati utili. Non nascondiamo anche noi la nostra stanchezza, la nostra voglia di mandare tutto al diavolo perchè fa arrabbiare anche gestire le cose in questa maniera. Ma noi siamo qua, anche e soprattutto per la fiducia ricevuta dai colleghi, che ci hanno votati prima lista di questo Ateneo. Dunque non andiamo via, per sempre.

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